Gelato al cocco senza glutine e senza latticini

gelato al cocco senza panna e senza lattosioLe bambine sono in ferie con la nonna ed io posso dedicarmi di più a cucinare e a leggere.

E’ una strana sensazione avere così tanto tempo per me, la casa rimane pulita molto (molto molto) più a lungo e devo ammettere che mi manca averle sempre intorno.

Ad agosto ci rifaremo del tempo perso facendo gite e bagni nel nostro bellissimo lago.

Oltretutto in questi giorni fa caldissimo quindi non esco nemmeno a camminare la sera e allora faccio gelati!

In estate cosa c’è di meglio del gelato? Fresco, nutriente e ottimo sostituto di un pasto.

E se fatto in casa ancora meglio!

Quindi oggi vi propongo il gelato al cocco variegato alle amarene candite.

Anche senza gelatiera è facilissimo da realizzare anche se ovviamente con la gelatiera farete prima.

La versione che vi propongo del gelato al cocco è senza glutine e senza latticini, quindi senza lattosio e oltretutto senza soia e senza uova!

Gelato al cocco senza lattosio e senza glutine

INGREDIENTI

300 grammi di crema di cocco (la parte grassa che rimane in alto nelle lattine di latte di cocco rimaste in frigorifero tutta notte. Prelevate solo la parte solida)

200 grammi di latte di cocco della lattina, la parte acquosa e trasparente.

30 grammi di cocco rapè *

50 grammi di sciroppo di glucosio *

3 grammi di farina di SEMI di carrube *

1 pizzico di sale

¼ bacca di vaniglia e i semi

3 cucchiai colmi di miele di acacia

*a rischio contaminazione per celiaci

gelato al cocco senza lattosio

Mettete tutti gli ingredienti sul fuoco e fate raggiungere la temperatura di 75/80 gradi quindi spegnete e togliete la bacca di vaniglia e frullate tutto con un frullatore ad immersione per qualche minuto.

Lasciate raffreddare e riponete in frigorifero tutta notte.

Se avete la gelatiera il giorno dopo avviatela e versate il composto ben freddo.

Se non avete la gelatiera versate il composto in un tritatutto capiente e riponete in freezer.

Lasciate passare un ora e azionate il tritatutto in modo da rompere i cristalli di ghiaccio.

Ripetete l’operazione più volte fino a quando non sarà quasi solido.

Aiutatevi con una spatola rimuovendo bene dai bordi la parte che si ghiaccia prima.

Ovviamente mano a mano che si ghiaccia i tempi d’attesa diminuiranno da un ora a 20 minuti.

Quando è della giusta consistenza ponete un contenitore nel freezer per farlo raffreddare e poi versate il gelato all’interno.

Se volete consumarlo potete farlo dopo un altra mezz’ora di freezer, altrimenti lasciatelo lì fino a quando non ne avrete la necessità.

Ovviamente se resta tuta notte in freezer diventerà molto duro ma basta aspettare 15 minuti circa per gustarlo, freddo e buonissimo.

Io come vedete l’ho variegato con le amarene sciroppate (ma solo nella coppetta) e devo dire che l’abbinamento è davvero molto riuscito.

gelato al cocco senza lattosio e senza soia

Semifreddo alle mandorle italiane – senza glutine e senza latticini

Semifreddo mandorla e cioccolatoVoi che mi seguite da tempo sicuramente conoscete il mio amore per la frutta secca, in particolar modo per le mandorle.

Hanno un sapore delicato, particolarmente neutro e si prestano bene a tante ricette.

In più sono ricche di vitamina E e B, ferro, magnesio e soprattutto calcio, quindi per gli intolleranti al lattosio sono una grandissima risorsa.

Quello che forse non sapete è la differenza tra le nostre mandorle italiane e le meno costose mandorle estere, soprattutto californiane.

E’ vero che quelle estere costano meno ma vi siete mai chiesti perché?

Le mandorle californiane sono molto più grandi di quelle nostrane perché vengono innaffiate moltissimo per farle crescere ma ne risente notevolmente il gusto che è più tenue e acquoso. Tutta questa acqua poi rende le mandorle molto umide e durante il trasporto può trasformarsi in muffe molto dannose alla salute.

Non solo, le mandorle californiane subiscono trattamenti chimici che ovviamente finiscono nel piatto, senza contare che sono coltivazioni intensive dove vengono usati fertilizzanti in modo molto consistente.

E poi c’è il trasporto fino a qui che è sicuramente causa di grosso inquinamento e non è eco friendly.

Le nostre mandorle Italiane, che siano siciliane, pugliesi o sarde, sono coltivate in modo sano e rispettoso dei loro tempi di maturazione e non provengono da coltivazioni intensive, per questo hanno un gusto più deciso e tenace: è la prova che sono le migliori.

A mio parere è meglio pagarle il giusto prezzo ma avere un prodotto di alta qualità e che faccia DAVVERO bene.

Recentemente ho scoperto questa azienda italiana Fattoria della Mandorla, situata nel Parco Nazionale dall’alta Murgia dove produce la mandorla di Toritto.

Ho trovato le loro mandorle veramente ottime, ed oltretutto hanno moltissimi prodotti innovativi per vegani e quindi ottimi per chi non può mangiare latticini.

Ma la cosa che mi ha colpito maggiorente è che sono prodotti anche senza glutine e soprattutto senza soia che agli intolleranti al lattosio crea sempre comunque qualche problema.

Ho voluto sperimentare i prodotti che mi hanno inviato ed è nato questo semifreddo alla mandorla, veramente ottimo. Ricorda leggermente la viennetta, con i due strati croccanti di cioccolato fondente.

Sono facili e veloci, perfetti da tenere in congelatore per una serata speciale con amici o una merenda sana per i bambini.

Vi lascio anche UN CODICE SCONTO del 10% sul vostro primo acquisto sul sito della Fattoria della mandorla in modo che possiate provare i loro prodotti, le loro mandorle e vedrete che ne sarete pienamente soddisfatti: il codice è WELDA10 ed è valido fino a dicembre.

Fatemi sapere!

Ed ora ecco la ricetta del semifreddo alla mandorla ovviamente senza glutine, senza lattosio e senza soia!

semifreddo alle mandorle senza latticini

INGREDIENTI

130 grammi di albumi

130 grammi di zucchero

200 grammi di latte di mandorla non zuccherato (Nello shop trovate la polvere per farlo da voi!)*

100 grammi di mandorle tritate a farina*

180 grammi di MANDORELLA neutra

1 foglio da 2 grammi di gelatina alimentare (per usare l’agar agar vedi le note)

150 grammi di cioccolato extra fondente al 70%*

qb mandorle in scaglie o granella*

*prodotti a rischio contaminazione per celiaci

dolce al cucchiaio senza lattosio

Mettete a bagno la colla di pesce.

Per prima cosa preparate la base: in un pentolino ponete il latte e la farina di mandorle e portate a ebollizione mescolando sempre energeticamente. Spegnete appena si addensa.

Incorporare subito la MANDORELLA mescolando con un frustino e cercando di non creare grumi.

Aggiungere la gelatina ben strizzata e mescolare.

Ora preparate la meringa svizzera che darà volume al semifreddo e non lo farà congelare del tutto.

In un padellino mettete gli albumi e lo zucchero CON LA FIAMMA AL MINIMO e sempre MESCOLANDO portate a 70 gradi. E’ importante non superare questa temperatura per non rendere gli albumi SOLIDI ed è altrettanto importante mantenerla per un paio di minuti per pastorizzare le uova in modo che siano sicure.

Una volta che avete raggiunto i 70 gradi mettete in una ciotola capiente e montate con le fruste al massimo della velocità fino ad ottenere una meringa molto molto densa e compatta. Ci vorranno circa 10 minuti.

Ora con una spatola incorporate la meringa alla base, se quest’ultima è ancora molto calda aspettate altrimenti si smonterà tutto.

Fate molta attenzione, dovete incorporare con movimenti dal basso verso l’alto.

Ora nei vostri stampi IN SILICONE versate il composto fino a coprire poco meno di metà stampo.

Riponete in congelatore.

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria.

Con un cucchiaino create dei dischi molto sottili su un foglio di acetato del diametro del vostro stampo in silicone. Io avevo sei stampi ed ho creato 12 dischi per fare il doppio strato croccante. 

Lasciate raffreddare e solidificare il cioccolato: se fa troppo caldo riponete in frigorifero.

Quando i dischi saranno solidi, riprendete la base del semifreddo e ponete il disco di cioccolato sopra, premendo leggermente. Ora versate altro composto fino ad arrivare a 5 mm dal bordo e congelate nuovamente per 5/10 minuti.

Una volta congelato anche questo ponete l’ultimo disco e ricoprite con altro composto fino a livellare bene.

Congelate tutta notte.

Tirateli fuori SOLO AL MOMENTO DI SERVIRE poiché è un semifreddo e va mangiato congelato, guarnirteli con del cioccolato fuso e delle lamelle di mandorla.

semifreddo senza latticini

NOTA: se volete usare l’agar agar al posto della gelatina va benissimo 1 grammo. L’agar però fa reazione con il congelamento. Nel momento che tirerete fuori i dolci dal freezer  consumateli  subito poiché faranno un poco di antiestetica acqua.

Amarene sciroppate- ricetta con cottura

Amarene cotte per gelato

Non so voi ma ho sempre odiato le amarene sciroppate o le ciliegie che vendono al supermercato o che si trovano nel gelato.

Mi danno la sensazione di finto, di plastica. E il sapore del frutto si perde sotto quintali di zucchero o sciroppo di glucosio.

Quest’anno, visto che il mio spacciatore di frutta ne aveva di bellissime, ho deciso di provare a farle io per fare dolci, ma soprattutto da poter usare come topping sui gelati.

Il risultato è strepitoso e non ha niente a che vedere con quelle industriali!

In più è anche molto facile e veloce.

Ho scelto il metodo con cottura, magari l’anno prossimo proverò a tenerle al sole.

Potete scegliere voi se tenerle più liquide o più dense in base a quanto le fate cuocere, comunque non sarà mai rosso come quello industriale.

Come vedete nell’ultima foto vi mostro come si presenta sul gelato e quasi non si vede, ma il sapore intenso vi travolgerà!

Ovviamente trattandosi di sciroppo la preparazione non ha glutine né lattosio.

Amarene per gelato

INGREDIENTI

1500 grammi di amarene

500 grammi di zucchero (il peso è indicativo, deve essere la metà del peso delle amarene denocciolate)

Bacca di vaniglia se piace

QB limone

Amarene cotte per gelato

 

Lavate le amarene e togliete il picciolo.

Per denocciolarle basta che premiate leggermente ai lati dell’amarena e il nocciolo uscirà, non preoccupatevi se si aprono tanto.

Ora che sono pulite pesatele e ricopritele con la metà del loro peso in zucchero.

Mettete qualche goccia di limone, mescolate e lasciate in frigorifero fino al giorno dopo ma ricordatevi di mescolarle ogni tanto per far sciogliere lo zucchero.

Il giorno dopo avrete molto liquido quindi colatele e ponete SOLO IL LIQUIDO in un padellino e fatelo bollire per 10 minuti, poi aggiungete le amarene e, se vi piace, ¼ di bacca di vaniglia.

Lasciate riprendere il bollore fino a quando non diventa uno sciroppo. Io le ho fatte bollire 20 minuti.

Disinfettate un vasetto o in acqua o in forno a 100 gradi e versate le amarene ancora bollenti. Appena fatte saranno molto tenere ma se le conservate in frigorifero e aspettate qualche giorno diventeranno molto sode.

Ed eccole sopra un buon gelato al cocco senza glutine e senza lattosio, la ricetta del gelato la prossima volta!

Gelato al cocco senza lattosio e senza glutine

Naked cake al lemon curd – senza glutine e senza latticini

Naked cake senza glutine senza lattosioNaked Cake, ovvero torta nuda perché non è rivestita e si presenta appunto senza nulla che la ricopra.

Questa in particolare è nata per il compleanno dell’Associazione Italiana Latto Intolleranti di cui faccio parte ed oltre a essere senza lattosio è anche senza glutine realizzata solo con farine naturali.

Come tutte le torte di compleanno che si rispettino deve dire “MANGIAMI” appena la si vede ma poi il gusto deve essere appagato.

E’ così brutto quando vedete una torta, vi viene l’acquolina, la desiderate e l’assaporate con gli occhi e poi dopo appena un morso vi delude: non è come ve l’eravate immaginata. Vi è mai capitato?

A me molte volte ma la delusione più forte è stata in viaggio di nozze a Santorini.

C’era una pasticceria in un vicolo, che aveva una vetrinetta bassa posta sotto il piano stradale perché la zona era molto in pendenza.

Mostrava torte perfette, bellissime. Non ho resistito e ho costretto mio marito ad entrare per fare merenda. Scoprii con mio enorme rammarico che le torte erano SOLO belle e perfette ma che erano orribili, dolcissime e non certo come me le reo aspettata.

Questa Naked cake invece è sia alla vista sia al palato molto molto soffice e la crema diventa un tutt’uno con la base. Il gusto alquanto intenso del lemon curd si sposa alla perfezione con la frutta acidula sulla superficie.

Insomma, un’armonia perfetta di gusto, vista e sapore! Per realizzarla ho fatto la base di fluffosa (o chiffon cake) infatti è molto molto soffice e un po’ difficile da tagliare, ma con un poco di pazienza si riesce. Solo con questa morbidezza diventerà un tutt’uno con la crema! Per quest’ultima ho fatto il mio lemon curd senza glutine e senza latticini ma l’ho alleggerito con meringa svizzera. Una sorta di crema chibouste ma con lemon curd.

Infine la sommità è decorata con tante more di gelso che sono andata a raccogliere con le bambine e altra frutta.

INGREDIENTI per due stampi da 22 centimetri

7 uova biologiche di galline felici

120 grammi di olio di mais di riso

40 grammi di succo di limone

70 grammi di acqua

1 limone biologico per la scorza grattugiata

1 bustina di lievito per dolci *

200+100 grammi di zucchero

130 grammi farina di riso finissima*

90 grammi maizena*

70 grammi fecola di patate*

Per il lemon curd:

8 uova sempre di galline felici

2 limoni biologici per la scorza

6 cucchiai colmi di miele millefiori

180 grammi olio di riso (o altro olio di semi delicatissimo)

220 grammi succo di limone biologico

3 fogli di gelatina

140 grammi di zucchero circa

*ingredienti a rischio contaminazione. Per celiaci devono essere certificati.

 

Iniziate preparando la torta.

Separate i tuorli dagli albumi e montate i bianchi con 200 grammi di zucchero a neve ferma.

Fate attenzione: devono essere montati bene, ma non troppo, altrimenti farete poi fatica ad incorporarli.

Setacciate insieme in una grande ciotola la farina di riso, la fecola e l’amido e il lievito poi aggiungete 100 grammi di zucchero.

Fate un buco al centro e versate in questo ordine l’olio, i tuorli, il succo del limone, l’acqua e la scorza del limone grattugiata.

Mescolate gli ingredienti con una spatola fino ad ottenere un composto liscio.

Ora aggiungete i bianchi montati, molto lentamente, con movimenti dal basso verso l’alto per non smontarli.

Rivestite uno stampo di carta forno in modo perfetto (così non avrete ondine sul lato torta)e versate metà dell’impasto pesandolo.

Infornate per 40 minuti.

Non aprite MAI IL FORNO in questo lasso di tempo, solo dopo potrete fare la prova stecchino.

Infornate poi la seconda mescolando l’impasto prima di versarlo. La seconda lieviterà meno della prima è per quello che gli strati sono tre!

Mentre le basi raffreddano preparate la crema.

Solo di 4 uova dividete i tuorli dagli albumi e tenete da parte questi ultimi.

Iniziate mettendo in un padellino le uova sia intere che solo i tuorli, la scorza e il succo del limone, il miele e l’olio, mescolando bene con una frusta per far amalgamare in modo perfetto gli ingredienti.

Ora ponete sul fuoco bassissimo in modo che le uova non attacchino al fondo.

Mettete in ammollo i fogli di gelatina.

Mescolate sempre dolcemente e far rapprendere senza fretta, ci vorranno circa 10 minuti prima che il composto diventi denso. Non fate bollire perché altrimenti la vostra crema saprà SOLO DI UOVO! Appena si rapprende, fate andare ancora un minuto e poi spegnete e aspettate che si raffreddi leggermente.

Strizzate la gelatina e aggiungetela alla crema e mescolate bene.

Con gli albumi prepariate una meringa svizzera per dare alla crema un po’ di volume.

Mettete gli albumi in un padellino insieme allo zucchero. Io ho messo 140 grammi perché era il peso dei miei albumi. Voi se volete potete pesarli e mettere lo steso peso di zucchero.

Mescolando SEMPRE e a fuoco basso fate raggiungere la temperatura di 70 gradi in modo da pastorizzare gli albumi ed essere sicuri che non ci sia salmonella.

Raggiunta la temperatura montateli con le fruste fino ad ottenere una meringa compatta e soda.

Aggiungete la meringa alla crema quasi fredda altrimenti si smonterà.

Tagliate la torta più alta in due facendo molta attenzione perché sarà morbidissima, se non ci riuscite mettete nel freezer per 20 minuti.

Utilizzate uno stampo a cerniera ricoperto ai lati di carta-forno o ancora meglio fogli di acetato e mettete all’interno la base. Colate 1/3 della crema pesandola.

Riponete in freezer 10 minuti.

Tirate fuori la torta e mettete il secondo disco e farcite con un altro terzo di crema e fate fare il riposo in congelatore.

Mettete il terzo strato e l’ultima crema e riporre in congelatore almeno due ore.

Tiratela fuori e farcitela a piacere con frutti rossi o di bosco o come nel mio caso more di gelso, mirtilli e lamponi.

 

Mousse al limone senza panna, senza uova e senza lattosio.

mousse al limone senza panna

Se ti interessa ti racconto come è nata questa ricetta parlandoti della mia prima corsa dopo la quarantena. Se invece vuoi solo la ricetta clicca qui.

Sessantanove giorni senza correre ma questa sera tutto è pronto. Come una bambina che deve andare al suo primo giorno di scuola preparo i vestiti sulla seggiola, tiro fuori le scarpe. 

Sul tavolo c’è un fazzoletto, la bomboletta dell’asma e questa volta anche la mascherina, ma va bene così.

La sveglia è per le sei del mattino.

Sono agitata, nervosa e felicissima.

So che dopo tanto tempo non potrò correre molto e a dire il vero non so nemmeno se riuscirò a correre o se dovrò camminare.

I dubbi sono tanti ma accetto quel che viene, domani è un nuovo giorno, domani rinasco runner. Proprio per questo ho già preparato la playlist e l’ho chiamata RINASCITA.

E ORA A DORMIRE!

Apro gli occhi all’improvviso, qualche raggio di luce filtra dalle tapparelle abbassate, sento il canto dei merli.

Sono le 5.30, il mio corpo, la mia testa e il mio cuore non sopportano più l’attesa quindi mi alzo, bevo il mio caffè nero e mi vesto.

Il sole non è ancora sorto ma io già sono sul sentiero.

L’aria è frizzante, la maglietta a mezze maniche forse è troppo poco se cammino e quindi via, un piede dietro l’altro e si corre! Per ora niente musica, voglio godermi il suono della natura.

Arrivo all’imbocco della ciclabile, dove un ponticello di legno immette nel tratto sterrato.

Un tappeto bianco mi accoglie come se aspettasse solo me.

La lanugine dei pioppi ha ricoperto il sentiero, è come nevicato ed il suono dei miei passi è attutito e quindi gli aironi non mi sentono arrivare e si alzano in volo che io sono già vicina: sono bellissimi, eleganti e non hanno fretta di allontanarsi.

Non so se sono io che non sono più abituata ma mi sembra che la natura sia esplosa e che non sia mai stata così traboccante come ora.

Gli alberi sono carichi di fiori, le acacie hanno addirittura i rami abbassati dal peso dei fiori e i cespugli bassi di sambuco sono avvolti da corolle bianche che li rivestono.

In mezzo a tutto questo bianco fanno capolino piccoli fiori violetti che ondeggiano delicati nel vento.

I merli bisticciano, con un suono acuto ma armonioso e alle mie spalle risuona ritmico il cuculo che accompagna il mio oscillare lento.

Devo impormi di andare piano, di rallentare, ma tutto quello che vedono i miei occhi è incantevole ed è come se lo vedessi per la prima volta.

Il fiume ha poca acqua ma è incredibilmente pulita e cristallina, in tanti anni non l’avevo mai vista così limpida ed il suono del suo gorgogliare si unisce a tutte le altre note di questa melodia.

Questa è la playlist più bella che potessi avere ed è davvero RINASCITA.

I miei occhi si offuscano, forse i pioppi o i pollini mi danno problemi.

Porto una mano al volto e mi accorgo che sono lacrime che scendono e che mi appannano la vista, lacrime di emozione e gioia, lacrime che portano via tutta la negatività di questi mesi, i problemi, le paure…

E proprio ora il sole si affaccia in mezzo al prato, tra i rami dei noci in lontananza e mi saluta ed io, ancora una volta oggi, sono grata.

E corro, corro, anche sulla salita ed arrivo alla chiesa dove la natura la ammiro dall’alto ed i miei amati monti fanno da cornice in lontananza e sono come una promessa, un arrivederci.

Ora posso rientrare, ancora giù attraverso i vicoli del paese, lungo la via sterrata nei campi. Qualche persona si è svegliata e passeggia con il cane, non sono più sola, la magia è cessata.

Rientro a casa camminando, oggi è stato intenso, il passo è incerto, non vorrebbe abbandonare il vortice di emozioni ma non posso attardarmi.

Ora il sole è più alto, un leggero venticello muove l’erba alta e le fronde e alza i fiocchi dei pioppi e fa cadere i fiori di acacia e non mi importa dell’allergia, alzo le braccia e accolgo tutto l’incanto.

Grazie.

Tutto questo bianco non poteva che ispirarmi un dolce.

Bianco per l’appunto e fresco, profumato e agrumato.

E perché non una mousse?

Certo una mousse a modo mio: senza glutine ma soprattutto senza panna, senza uova e senza nessun tipo di latticini.

Una mousse senza lattosio fatta solo di sapore e di sofficità.

Come il vento e fiori che mi hanno avvolta..

Ha un sapore molto intenso di limone poiché non ha nulla che lo mitighi come nelle mousse tradizionali con la panna o i bianchi d’uovo.

Ricorda molto un sorbetto non ghiacciato e vorrei provare a congelarlo e se esce buono vi farò sapere!

mousse al limone senza panna

INGREDIENTI

130 grammi di aquafaba (l’acqua di cottura dei ceci, anche quelli in lattina)

140 grammi di zucchero

150 grammi di succo di limone

1 grammo di agar agar

1 grammo di xantano

mousse al limone senza latte

 

Mettete tutto a bollire per circa tre minuti e successivamente montate con le fruste elettriche fino a che la mousse non è spumosa e la temperatura si è abbassata di molto.

Ci vorranno circa 10 minuti.

Con una tasca da pasticcere riempite delle coppette o dei flute e decorate a piacere.

Riporre in frigo per due o tre ore.

Consumare subito.

Purtroppo va consumata nell’arco di una giornata poiché la mousse tende a fare del liquido sul fondo se consumata dopo 12 ore.

mousse senza uova e senza panna

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